La Russia avverte per la seconda volta la Moldova in seguito all’arresto dell’ex presidente Igor Dodon

Dodon arrestato
La Russia avverte di nuovo la Moldova: seguirà “da vicino” il caso dell’ex presidente filo-russo Igor Dodon, che è stato arrestato con l’accusa di tradimento e corruzione, mentre i suoi sostenitori sono scesi in piazza per chiederne il rilascio.
Il 24 maggio i pubblici ministeri moldavi hanno perquisito la casa, l’ufficio e le auto di Dodon. Sono stati rinvenuti beni di lusso, valuta estera, ricevute e altri documenti. Successivamente Dodon è stato trattenuto per 72 ore.
L’ex presidente si dichiara innocente e accusa il presidente Maia Sandu di voler distrarre le persone dai problemi economici del Paese.
Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha affermato che la detenzione di Dodon è un “affare interno” della Moldova e che la Russia “monitora da vicino” il caso per assicurarsi che “tutti i diritti di Dodon” siano rispettati e che siano conformi agli standard internazionali.
E’ il secondo giorno consecutivo che Mosca mette in guardia la Moldova sul caso di Dodon.
Oggi, a Chisinau, decine di membri e simpatizzanti del Partito socialista sono scesi in piazza chiedendone la liberazione e accusando le autorità di persecuzione politica.

