Il più grande produttore di olio vegetale in Moldova, l’impresa Floarea Soarelui di Bălţi, ha interrotto la sua attività
Il motivo addotto dall’amministrazione della Floarea Soarelui è la situazione del mercato locale e globale dei semi di girasole.

Perché le fabbriche di olio di girasole si sono fermate?
L’azienda non è in grado di procurarsi quantità sufficienti di semi di girasole dal mercato locale e non può nemmeno importare, perché il meccanismo di licenza di importazione, introdotto nell’ottobre 2023, praticamente non funziona.
“Già nel gennaio 2024 abbiamo tentato di ottenere il diritto di importare maggiori quantità di semi di girasole dall’Ucraina, solo che una commissione specializzata del Ministero dell’Agricoltura non ci ha rilasciato la licenza”, così Stela Ostrovețchi, direttore della Floarea Soarelui.
L’impresa ha una capacità di lavorazione di oltre mille tonnellate di semi di girasole al giorno. Per continuare a funzionare sono necessarie grandi quantità, che non possono essere acquistate in Moldova.
“Secondo le nostre stime, sul mercato sono rimaste solo circa 100.000 tonnellate di semi di girasole. Alcuni agricoltori non vogliono vendere adesso al prezzo di mercato e vogliono tenersi i semi con la speranza che in estate i prezzi aumentino. Non possiamo costringerli a vendere”, ha aggiunto Stela Ostrovețchi.
Il prezzo dei semi
L’associazione “Farmers’ Force” sostiene che ci sono quantità molto grandi di semi di girasole sul mercato moldavo, ma punta il dito contro i trasformatori e soprattutto contro il gruppo Trans-Oil, di cui fa parte la Floarea Soarelui di Balti, di non voler offrire prezzi adeguati e di cercare di dettare legge.
La Florea Soarelui di Bălţi acquista semi di girasole al prezzo di 6.754 lei per tonnellata, e Trans Oil Refinery di Ceadîr Lunga a 6.947 lei per tonnellata, ma i prezzi offerti oscillano tra 6.600 e 6.800 lei per tonnellata.
Alcuni produttori agricoli vogliono vendere però a un prezzo molto più alto: almeno 8.000 lei, anche 10.000 lei per tonnellata.
“Non possiamo offrire un prezzo più alto. Se paghiamo di più i semi, aumenterà anche il prezzo dell’olio e, se l’olio sarà più costoso, non potremo esportare”, queste le parole del capo della fabbrica Floarea Soarelui.
All’inizio di febbraio 2024, il prezzo offerto dalla fabbrica era superiore dell’8% rispetto a quello attuale e superava i 7.300 lei per tonnellata. Iurie Rija ha addirittura consigliato agli agricoltori di vendere i girasoli, perché era un buon prezzo, superiore a quello di mercato, nel contesto dei costi di transazione e della loro evoluzione sugli scambi internazionali.
Ma anche quel prezzo non soddisfaceva le esigenze di alcuni agricoltori, molti dei quali chiedevano prezzi più alti.
Ora, la “Forza degli agricoltori” chiede al governo di introdurre, a partire dal 27 marzo 2024, “un meccanismo costante per limitare l’importazione di grano, mais, girasole e colza seguendo il modello della Romania”.
Iurie Rija, direttore esecutivo dell’Associazione degli Esportatori e Importatori di Prodotti Agricoli e Cereali “AGROCEREALI”, ritiene che il meccanismo di autorizzazione adottato dal Ministero dell’Agricoltura debba essere modificato, perché di fatto è diventato un ostacolo al commercio civile.
Grandi perdite per l’economia moldava
Il fermo delle due fabbriche comporta perdite molto elevate per l’economia moldava. Più di mille dipendenti vengono così mandati in disoccupazione tecnica.
Inoltre, le fabbriche forniscono oltre il 90% delle esportazioni di olio di girasole moldavo.
Il Ministero dell’Agricoltura e dell’Industria Alimentare non ha ancora commentato le informazioni e i requisiti imposti dall’Associazione delle Forze Agricole, né la situazione critica creatasi nelle fabbriche di olio.

