Come riportato dall’Ufficio Nazionale della Vigna e del Vino, lo dimostra uno studio condotto dalla piattaforma internazionale Bounce
La classifica è stata stilata sulla base di criteri quali il consumo e la produzione di vino, l’area dei vigneti e il numero di tour organizzati, evidenziando la diversità e la ricchezza del patrimonio vitivinicolo del Paese. Con un punteggio di 8,16 punti, la Moldova si è classificata al 2° posto.

Il primo posto è andato al Portogallo con 8,83 punti e il terzo posto è andato all’Italia con un punteggio di 7,86 punti. Gli autori dello studio hanno notato che, sebbene la Moldova non sia il primo paese che viene in mente quando si considera l’enoturismo, è una gemma nascosta con una ricca storia di vinificazione che risale a più di 5000 anni fa.
I vigneti moldavi coprono 122 mila ettari, che è il 3,6% della superficie totale, più di qualsiasi altro paese in classifica. La regione del “Codru”, situata nella parte centrale del paese, è una delle regioni vinicole più importanti e storicamente significative della Moldova.
Ci sono anche 21 tour e degustazioni di vino per milione di persone, che coprono la vasta rete di cantine sotterranee del paese, la più famosa delle quali è “Milestii Mici”. Per l’Ufficio Nazionale della Vigna e del Vino il risultato della Moldavia – il 2° posto nella lista delle destinazioni enoturistiche più popolari al mondo – non è solo un riconoscimento della qualità dei vini, ma anche una prova del potenziale turistico moldavo.
L’orgoglio per questa posizione sulla scena mondiale riflette i continui sforzi dei viticoltori moldavi, che hanno lavorato instancabilmente per creare prodotti eccellenti.
“Abbiamo una lunga storia di viticoltura e il premio che abbiamo ricevuto ci motiva a continuare a promuovere i valori culturali e ad attrarre turisti da tutto il mondo. Questo successo rappresenta un’opportunità per sottolineare l’unicità del vino moldavo e incoraggiare sempre più appassionati a scoprire la ricchezza del patrimonio vinicolo. Celebriamo questo risultato e ci sforziamo di mantenere gli standard di eccellenza nella vinificazione”, sottolinea l’Ufficio Nazionale della Vigna e del Vino.

