Chisinau batte lo scetticismo e conclude in anticipo lo “screening” con l’UE
La Repubblica di Moldova ha appena segnato un punto cruciale nella sua corsa per entrare nell’Unione Europea. Ha concluso con successo lo “screening bilaterale”, che è, in pratica, l’esame per capire quanto le leggi del Paese siano in linea con quelle europee.

Questo passaggio era fondamentale, e superarlo così bene rende molto più concreto l’obiettivo: firmare il trattato di adesione entro il 2028.
A dare la notizia è stata la vice prima ministra per l’integrazione europea, Cristina Gerasimov, che ha confermato che le autorità di Chisinau hanno corso e rispettato tutte le scadenze.
“Questo successo è una base solida per tutte le trasformazioni che ci aspettano,” ha detto Gerasimov, sottolineando come la mobilitazione delle istituzioni statali abbia smentito chi era scettico sulla capacità della Moldova di muoversi così velocemente verso l’UE. Insomma, i fatti hanno parlato più delle chiacchiere.
E la Transnistria?
Un argomento delicato è sempre la regione della Transnistria. Il vice primo ministro ha chiarito che, pur essendo un punto debole a livello geopolitico, il problema non fermerà il percorso europeo. Gerasimov è stata categorica: l’adesione deve avvenire in uno Stato riunificato. La riunificazione, quindi, non è un ostacolo, ma un interesse nazionale per la Moldova.
Ha anche fatto notare un dettaglio economico importante: la Transnistria ha già forti legami con l’Europa, tanto che le sue esportazioni verso l’UE hanno toccato punte superiori all’80%. Questo dimostra chiaramente che anche quella zona vede nel mercato europeo un grande vantaggio.
Ora, le autorità stanno preparando soluzioni concrete per la reintegrazione delle rive del Dnestr, sapendo che l’Unione Europea è pronta ad ascoltare e analizzare le proposte di Chisinau. La strada per l’Europa è tracciata, e la Moldova sta guidando con determinazione.

