A dichiararlo il primo ministro Dorin Recean in un’intervista a Euronews.
Il Cremlino sta deliberatamente generando una crisi umanitaria sulla riva sinistra del fiume Dnestr per destabilizzare l’attività del governo filo-europeo di Chisinau, nel tentativo di influenzare le prossime elezioni parlamentari, in autunno.

Euronews riferisce che “dal 1° gennaio la Transnistria non riceve gas russo attraverso l’Ucraina, a causa della guerra”. Chisinau accusa il Cremlino di aver orchestrato una crisi in Moldova.
L’interruzione delle forniture di gas ha creato una situazione disastrosa per i 450.000 residenti della Transnistria. “Le persone non ricevono elettricità, non hanno riscaldamento, non hanno accesso al gas e ci sono anche interruzioni nella fornitura di acqua”.
Sebbene il governo di Chisinau abbia offerto assistenza, l’amministrazione di Tiraspol ha rifiutato il sostegno.
Dorin Recean ha anche sottolineato “la dipendenza della Transnistria dal petrolio e dal gas russi, che alimentano la centrale elettrica di Cuciurgan, la più grande della Moldova”. Nonostante si trovi in territorio separatista, l’impianto fornisce il 70% dell’elettricità del Paese, il che “espone Chisinau al rischio di interruzioni di corrente se la crisi si aggrava”.
Dorin Recean ha espresso preoccupazione per il fatto che “con l’avvicinarsi delle elezioni parlamentari in Moldova, il Cremlino potrebbe lanciare una campagna di disinformazione contro Chisinau e Kiev, azioni che pongono rischi, tra cui un’ulteriore destabilizzazione della regione separatista”.
Secondo il primo ministro moldavo, “il Cremlino cerca di stabilire un governo filo-russo in Moldova per facilitare il consolidamento della presenza militare russa in Transnistria. Attualmente, Mosca ha circa 1.500 soldati che operano con il pretesto del mantenimento della pace”.
Per Euronews l’Unione europea sta monitorando attentamente la situazione. Nel frattempo, la Commissione europea ha annunciato che sta collaborando con il settore energetico europeo per garantire alla Moldova un adeguato approvvigionamento di energia elettrica, se necessario. Inoltre, la Commissione ha esortato gli Stati membri dell’UE a dimostrare solidarietà energetica con la Repubblica di Moldova.

