Oltre settanta i punti voto che accoglieranno i moldavi residenti in Italia, da Roma a Milano, per le elezioni del 28 settembre.
L’Italia si prepara a diventare, per un giorno, la seconda casa della democrazia moldava. In vista delle elezioni parlamentari del prossimo 28 settembre, i cittadini della Repubblica di Moldova residenti nella penisola avranno a disposizione ben 75 seggi elettorali. Un numero che segna un vero e proprio record e che testimonia sia l’entità della diaspora moldava nel Belpaese, sia l’impegno delle istituzioni per garantire la massima partecipazione.
La logistica messa in campo è imponente e copre tutte le principali aree a forte presenza moldava. Dalle grandi metropoli come Roma, Milano, Venezia, Torino e Napoli, fino a centri più piccoli, il voto sarà accessibile a migliaia di persone che, pur vivendo lontano dalla patria, restano profondamente legate al suo destino politico.

Un segnale forte per la partecipazione
La decisione di aprire 75 seggi è un segnale politico e sociale di grande rilievo. Ogni seggio aprirà le porte alle 7:00 del mattino e resterà operativo fino alle 21:00, concedendo un ampio margine di tempo anche a chi lavora lontano da casa.
Questa diffusione mira chiaramente a superare gli ostacoli logistici che spesso hanno limitato il voto all’estero. Non si tratta più di concentrare gli elettori solo presso le poche sedi consolari; ora, il diritto di esprimere la propria preferenza è stato letteralmente portato più vicino ai cittadini. Basti guardare la concentrazione in città come Roma (Via Francesco Cherubini, 27; Via Galilei, 53; Via Carlo Emilio Gadda, 156) o a Milano (Via Lorenteggio, 270A; V. Ruggero Boscovich, 42 anni), ma anche la presenza in centri come Latina, Pesaro, o Reggio Calabria.
L’Italia, hub strategico
L’Italia si conferma un hub strategico fondamentale per la diaspora moldava. La massiccia presenza di punti di voto nelle regioni del Nord (con province come Brescia, Varese, Padova e Verona particolarmente coperte) e in quelle del Centro-Sud (tra cui Firenze, Napoli e Lecce) riflette la distribuzione della comunità sul territorio italiano.
Il voto del 28 settembre, pertanto, non si deciderà solo a Chișinău. Una parte significativa del risultato finale passerà anche attraverso le urne sparse lungo tutto lo stivale. Questo successo organizzativo è un chiaro esempio di come la collaborazione tra le autorità (come riferito da rupor.md) possa superare le barriere geografiche, trasformando l’emigrazione non in un distacco, ma in una nuova forma di partecipazione attiva alla vita democratica della Repubblica di Moldova.
Ora non ci sono più scuse: per i cittadini moldavi in Italia, il seggio è quasi dietro l’angolo.

