La battaglia per la Moldova si sposta dai campi di battaglia ai corridoi del potere: il successo dell’Ucraina tiene a bada l’invasione fisica, ma la Repubblica si aspetta ora un segnale forte dall’Europa per contrastare l’assalto politico e preservare la sua stabilità democratica.
La Presidente Maia Sandu al Vertice UE: Mosca non può più arrivare con i carri armati, ma sta cercando di infiltrare figure fedeli nei posti chiave di Chișinău per trasformare il Paese in una “zona grigia” di corruzione e minacce alla sicurezza. L’appello urgente della Moldova all’Unione Europea.

L’Ucraina Fa da Scudo, Ma la Minaccia Non Scompare
Il respiro della guerra si avverte anche a Chișinău, ma per la Presidente moldava Maia Sandu, la minaccia russa ha cambiato volto. Parlando al vertice dedicato all’allargamento dell’Unione Europea, la Sandu ha offerto una lettura lucida e preoccupante della situazione: la Russia, al momento, non può raggiungere la Moldova con i mezzi militari, e questo è un dato di fatto che va ascritto alla resistenza indomita dell’Ucraina.
Eppure, il pericolo politico e strategico rimane altissimo. Mosca, impossibilitata a usare la forza bruta, ha virato su una tattica più insidiosa e subdola: l’infiltrazione.
La Guerra Silenziosa nelle Istituzioni
La strategia del Cremlino è semplice: piazzare persone leali in ruoli chiave del governo moldavo. L’obiettivo non è solo influenzare le scelte politiche, ma assicurarsi che i funzionari di Chișinău “eseguano gli ordini del Cremlino e non agiscano nell’interesse dei nostri cittadini”. È una vera e propria guerra silenziosa per il controllo delle istituzioni.
Questa forma di influenza russa, come ha ricordato la Presidente, non è una novità. Si era già manifestata chiaramente durante le ultime elezioni, quando il Cremlino aveva tentato di stabilire un controllo decisivo sul governo per poter usare la Moldova come una pedina contro i suoi vicini, in primis Ucraina e Romania.
Il Rischio di Diventare una “Zona Grigia”
Le conseguenze sarebbero drammatiche: la Moldova si trasformerebbe in una “zona grigia”, uno spazio vulnerabile e instabile. Un Paese in cui riciclaggio di denaro e schemi di corruzione prospererebbero, creando una pericolosa minaccia alla sicurezza proprio lungo il confine con l’Ucraina. La Sandu ha chiarito che il futuro della democrazia moldava dipende dalla capacità di resistere a queste manovre occulte.
In chiusura, la leader ha voluto ricordare ai Paesi membri che sia la Moldova che l’Ucraina hanno onorato i loro impegni lungo il percorso europeo. Ora, con il rischio di una destabilizzazione incombente, i due Paesi “sono in attesa di una decisione da parte dell’Unione Europea”: un chiaro segnale che il futuro della Moldova è nelle mani dei partner occidentali.

