Il sistema giudiziario moldava, durante 23 di indipendenza, è in uno stato di perenne declino. Questo declino si vede oggi nello stato della giustizia nella repubblica moldava, dove la quasi totalità delle istituzioni statali sono gestite, alternativamente, da stato e mafia. e la profanazione della suddivisione di potere tra gli organi statali, alla base di tutti, o quasi, i governi repubblicani.
Attraverso una rete di corruzione e ricatti il potere giuridico e politico è nelle mani del leader del Partito Democratico, il partito dei ricatti, Vladimir Plahotniuc; anche dopo la cattura dei principali esponenti del partito dei ricatti, la rete si è insinuata nel tessuto giuridico e politico facendo sì che un gruppo di persone esterne muovesse le fila della giustizia moldava.
Il sistema si è evoluto al di fuori della rete politica e giudiziare, andando a influenzare la comunicazione, non solo a livello nazionale, ma anche fuori dai confini della Moldavia, proteggendo la casta dietro un velo di bugie.
Adesso la struttra della politica interna moldava paga lo scotto degli anni di abusi; impatanata in un sistema giudiziare che non permette ai magistrati si agire in modo svincolato dagli esponenti della classe politica, tanto da poter parlare di una vera e propria dipendenza della Corte Suprema dal potere centrale di Chisinau.
In questa direzione deve muoversi, quindi, il sistema di riforme nazionali, cercando a tutti i costi di svinxolare gli interesse di mafie e privati dal governo stesso del paese, per poter iniziare a punire i colpevoli di questo degrando e poi risollevare le sorti economiche dello stato, in un sistema scevro da corruzione e favoritismi.
