Il 2014 è stato l’anno della svolta decisiva, l’anno che ha creato la necessità di una strategia capace di garantire stabilità e sicurezza nella zona est dell’Unione
Diventa inevitabile il partenariato orientale , che resta una delle principali sfide politiche di Bruxelles, chiamando in gioco la partecipazione di due sistemi geopolitici moldavi. Il partenariato è stato lanciato già 2008 dalla Polonia e dalla Svezia, questo progetto tedesco mirava a creare una stabilità regionale per quelle regioni vicine al Caucaso, ma con lo scopo primario di dare sicurezza energetica dell’Europa.
In questo senso la Moldavia è stata considerata un nucleo geopolitico non solo in termini di sicurezza, ma anche di necessità per creare un modello di successo per il dialogo tra Bruxelles Kiev e Tbilisi. Ma come riuscirebbe l’Unione Europea a creare una sorta di benessere con la Moldavia se non riesce prima a negoziare prima con la Georgia?
D’altra parte, nonostante il successo della firma dell’Associazione Chisinau rischia fortemente di essere di fronte a scenari destabilizzanti atti a soddisfare gli interessi asiatici, come per esempio la nascita della Repubblica Buceag che comunque non deve essere considerata solo una nuova all’interno dello stato ma anche come un aumento delle tensioni all’interno del paese.
Per tutto questo, è essenziale per il partenariato strategico tra Romania e Stati Uniti potrebbe ergersi, con il supporto della Francia e soprattutto in Germania. Per quanto riguarda i cittadini moldavi, nonostante l’esito delle elezioni parlamentari pro-europei, che ancora restano divisi tra Est e Ovest, lasciano sempre un tocco di complessità geopolitica alla Moldova
