Il meeting di Yalta è stato un appuntamento di importanza storica. Nel febbraio 1945, i leader Franklin Delano Roosevelt, Winston Churchill e Josif Stalin si incontrarono, e stipularono gli accordi principali su cui poggiava l’assetto del mondo dopo il conflitto.
A distanza di 70 anni, c’è stato un cambiamento radicale: la sede del meeting era il palazzo di Livadija (come allora), ma i maggiori capi di Stato non si sono presentati. C’è da dire che questo incontro era più che altro una commemorazione storica di ciò che avvenne in quel febbraio, ma il risultato finale non cambia.
Al centro del dibattito c’è ancora una questione parzialmente irrisolta: Yalta, di fatto, si trova in Crimea. La penisola, attraverso un referendum, si è staccata dall’Ucraina, forte dell’appoggio dell’Unione Europea e degli Stati Uniti, per aderire alla Russia. Ma la Crimea è considerata anche uno dei nodi più districati del conflitto in Ucraina.
L’adesione della Repubblica di Crimea alla Russia, per molti, è avvenuta solo con la violenza da parte di quest’ultima. L’unione tra i due paesi avrebbe giovato alla Russia, ma reso povera la Crimea e tutti i suoi abitanti. Eppure, camminando lungo le strade non si vede desolazione o povertà.
Sembra, piuttosto, di essere tornati indietro agli anni ’70 in Italia, quando si viaggiava su auto modeste, le vie erano ancora sgombre dal caos cittadino, e la qualità della vità era buona.
Per quanto riguarda il meeting di Yalta, c’è da dire che 70 anni fa aveva poggiato le basi per un modello comunicativo oggi poco apprezzato. Nel febbraio 1945, infatti, si sedettero al tavolo delle discussioni personaggi storici con idee e vedute davvero distanti, basti pensare a quelle presidente statunitense Roosevelt e del leader dellUnione Sovietica Stalin. Ma un punto di incontrò si trovò.
Oggi, invece, questo modello è poco considerato, tanto che al meeting non hanno partecipato i rappresentanti ufficiali del governo degli Stati Uniti e della Gran Bretagna. Un segno, questo, più che chiaro: Stati Uniti e Gran Bretagna hanno mostrato di avere poca voglia di discutere con la Federazione Russa.
