La passione per i mirtilli in Moldova cresce, ma la terra a disposizione è scarsa: un mercato in fermento, dove la domanda supera l’offerta e il gusto per le bacche blu arriva principalmente dall’estero.
I mirtilli stanno vivendo un vero e proprio boom di popolarità in Moldova, tanto da competere in alcune classifiche con le tradizionali fragole. Tuttavia, questo crescente amore per le bacche blu si scontra con una produzione interna ancora troppo limitata per soddisfare la domanda, spingendo il mercato a ricorrere alle importazioni.

Una coltura amata, ma impegnativa
Secondo Aneta Ganenco, presidente dell’Associazione “Frutta della Moldova”, il numero di produttori sta crescendo, ma non abbastanza rapidamente. La coltivazione dei mirtilli è molto esigente: richiede un terreno acido con un pH di circa 5, una condizione rara in Moldova. A causa di questa difficoltà, e dell’elevata domanda, il prezzo di mercato si mantiene alto, oscillando tra i 100 e i 180 lei al chilo.
Un esempio di dedizione in questo settore è la famiglia Toma di Ungheni, che gestisce una piantagione biologica.
Come racconta Lia Letisia Cucu-Toma, i lavori in alta stagione sono intensi e durano fino a tarda sera, tra raccolta, irrigazione e la costante lotta contro gli uccelli. Nonostante le sfide, la famiglia riesce a garantire una buona disponibilità di prodotto.
L’Import-Export dei Mirtilli
Quando l’offerta locale non basta, il mercato si riempie di bacche importate, che arrivano principalmente da Romania e Ucraina, paesi che offrono condizioni del suolo più favorevoli. Attualmente, le piantagioni di mirtilli in Moldova coprono circa 100 ettari e la quasi totalità del raccolto è destinata al consumo locale, ma non è sufficiente.
L’interesse per i mirtilli rimane altissimo e il loro prezzo interessante sta spingendo sempre più agricoltori a considerare questo tipo di investimento. Tuttavia, la disponibilità di terreni adatti rimane il principale ostacolo alla crescita del settore.

