Le autorità separatiste di Tiraspol rischiano di essere trascinate nella guerra tra Russia e Ucraina nonostante i tentativi di non essere coinvolte

Data la sua vicinanza geografica all’Ucraina e l’elevato numero di cittadini ucraini che vivono in Transnistria, le autorità hanno cercato di rimanere neutrali.
Ma, nonostante gli sforzi, sembra che la guerra in Ucraina sia ad un passo dal coinvolgere anche il territorio della Transnistria.
Sebbene il regime separatista dipenda dalla Russia per la sua sopravvivenza, le autorità transnistriane sono intenzionate a non farsi coinvolgere nella guerra in Ucraina.
Le recenti accuse del governo di Kiev secondo cui i soldati russi di stanza in Transnistria si stavano preparando ad attaccare l’Ucraina sono state respinte dal regime separatista di Tirasopol.
Tuttavia, le tensioni in Transnistria sono aumentate negli ultimi giorni. Il 25 aprile, tre uomini hanno sparato lanciagranate contro l’edificio de facto del Ministero della Sicurezza Interna a Tiraspol.
La stessa notte, diverse esplosioni sono state udite in una base militare in un villaggio appena fuori Tiraspol.
Il giorno successivo, martedì 26 aprile, i residenti della Transnistria si sono svegliati con la notizia che due grandi torri radio nel villaggio di Mayak, molto probabilmente usate per trasmettere la propaganda russa, erano state distrutte.
Secondo le autorità transnistriane, gli aggressori erano ucraini. Tuttavia, non è stato incolpato direttamente il governo di Kiev quanto piuttosto sparuti nazionalisti. Per Maia Sandu gli attacchi erano il risultato di lotte intestine tra le diverse fazioni del governo separatista.
Mercoledì 27 aprile si sarebbero uditi spari intorno al villaggio di Cobasna, nella Transnistria settentrionale, villaggio che ospita un deposito di munizioni di epoca sovietica, sorvegliato dal Gruppo operativo delle forze russe.
La notizia però è stata rapidamente confutata, ed è stato sostenuto che gli spari provenivano in realtà da Stanislavka, un villaggio appena oltre il confine di Cobasna, nella vicina Ucraina.
La situazione resta tesa. Secondo il ministero della sicurezza interna, la scorsa notte droni ucraini hanno sorvolato la discarica di munizioni.
Moldova e Tiraspol hanno fornito versioni contrastanti sugli attacchi. Resta però il fatto che essi si sono verificati pochi giorni dopo le affermazioni del generale russo Rustam Minnekayev, il quale ha fatto sapere di voler “liberare i russofoni oppressi” in Transnistria.
Sembra proprio che i recenti attacchi facciano parte di uno sforzo per destabilizzare la Transnistria e forse trascinarla nel conflitto. Intanto le autorità in Transnistria hanno cercato di rassicurare tutti. Tuttavia, le autorità sono state costrette a imporre nuove restrizioni a seguito dei recenti attacchi come l’introduzione di una minaccia terroristica di “livello rosso”, il divieto del nastro di San Giorgio, e i posti di blocco.
La Transnistria ha tutte le intenzioni di non essere trascinata in guerra tuttavia il livello di allerta nel paese resta alto.

