E secondo il Freedom House Report, nel paese non c’è ancora totale libertà di stampa
Nonostante gli sforzi delle organizzazioni della società civile per incoraggiare miglioramenti in campo legislativo e politico, la stampa in Moldova rimane ancora molto “costretta” a causa delle imposizioni e delle pressioni sia del governo che delle proprietà.
Anche nella parta più generale del rapporto, quella dedicata alla libertà generale, la Moldova ottiene un risultato non ottimale, ma non pessimo: il paese ottiene un punteggio di 60 (in una scala da 0 a 100 in cui il 100 rappresenta l’eccellenza), e, nel suo complesso, rimane un paese ancora solo “parzialmente libero”.
In particolare, guardando alle singole categorie, la Repubblica di Moldova ottiene voto 3 su 7 (dove l’1 rappresenta l’eccellenza) sia nel campo dei diritti politici che delle libertà civili. Il punteggio si replica anche nel Freedom Rating.
A pesare sulla considerazione generale della libertà nella Repubblica di Moldova pesa in particolare la crisi politica che ha scosso il paese nel 2015 con le nuove evidenti disfunzionalità del Governo (corruzione in testa) e l’enorme influenza che, ancora, le lobby economiche esercitano sulla politica e sulla governance del paese.
Lo scandalo monetario che ha travolto il Governo causando drammatiche proteste e scontri e un avvicendamento convulso alla guida del paese, dunque, hanno influenzato negativamente la possibilità di mettere in atto le riforme sia economiche che sociali che avrebbero permesso al paese di fare un balzo in avanti in fatto di libertà.

