Sempre più rifugiati ucraini cercano lavoro in Moldova.
I cittadini ucraini affermano che è abbastanza difficile per loro trovare un lavoro in Moldova, ma per la sicurezza della famiglia sono disposti a tutto.

Questa è la storia di Ana Babenco che, insieme ai suoi figli, è fuggita dalla guerra lasciando tutto.
I soldi che guadagna attualmente sono l’unica fonte di reddito per la famiglia. Da diversi giorni Ana Babenco lavora come infermiera presso il Centro trasfusionale della capitale.
“Mi sono recata in diverse cliniche, ma non sono stata accettata. Ero disperata, non sapevo cosa fare, perché i soldi erano finiti. E così ho deciso di venire in questo Centro. All’inizio avevo paura, ma ora va tutto bene”.
Ana Babenco è venuta in Moldova da Odessa con i suoi due figli.
“I miei genitori sono rimasti in Ucraina, mio marito è nell’esercito e non può lasciare il Paese. Quando sono arrivata in Moldova, sono rimasta con mia zia per alcuni giorni, dopodiché ho dovuto trovare un’altra casa. Ora viviamo a un appartamento a Chisinau”.
Anche Cristina Zmoşu, appena ventenne, di Chernivtsi è venuta a lavorare presso il Centro trasfusionale.
“Non è stato difficile trovare lavoro qui, ho deciso di venirci perché mia madre è moldava.”
“Il nostro istituto è pronto ad assumere. Il Ministero ha anche lanciato un appello a quei rifugiati che sono medici e infermieri”, queste le parole di Doina Banari, vicedirettore.
Stando a quanto deciso dalla Commissione nazionale per le situazioni eccezionali, i rifugiati ucraini possono lavorare in Moldova durante lo stato di emergenza.

