A Donotesk un colpo di artiglieria ha colpito l’ospedale numero 27, uccidendo forse 15 persone e ferendone tante altre
A darne comunicazione, il ministero delle situazioni d’Emergenza dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk, attraverso l’agenzia di stampa Interfax.
Il comunicato ufficiale del comune ha segnalato che le morti accertate in realtà sono quattro, delle quali una avvenuta proprio vicina all’ospedale, mentre le altre tre persone decedute facevano la fila per ricevere gli aiuti umanitari che si stavano distribuendo nei pressi all’edificio del nosocomio.

Le autorità locali sostengono che siano state danneggiate anche altre strutture, tra cui sei scuole e cinque asili.
L’esercito ucraino dichiara che nelle ultime 24 ore, due dei suoi soldati siano stati uccisi e che alti 18 siano rimasti feriti nella lotta contro i separatisti filo-russi. E sempre secondo i militari, i separatisti avrebbero lanciato nello stesso lasso di tempo, 80 razzi di artiglieria, ed inoltre attaccato posti di blocco e villaggi ucraini.
Gli scontri infatti sono aumentati lo scorso sabato, quando in Biellorussia, le forze politiche non sono riuscite a raggiungere un accordo di pace.
Il presidente ucraino, Poroshenko, durante una visita a Kharkiv in Ucraina orientale, ha detto di non avere “il minimo dubbio” che gli Usa manderanno armi a Kiev, poiché sostiene che debbano essere in grado di difendersi.
La verità é che si rende necessaria una tregua “immediata”, di almeno tre giorni affinché i civili possano mettersi in salvo dai combattimenti in Ucraina.
Tale tregua è stata chiesta proprio quest’oggi dall’alto rappresentante per la politica estera europea Federica Moneghini.
Vi é una vera e propria emergenza, e la situazione umanitaria resta drammatica, così come afferma anche Andrea Ciocca, capo progetto di “Medici senza Frontiere” a Donetsk, puntando l’attenzione sulle difficoltà oggettive della popolazione che non riesce a far pronte alle conseguenze del conflitto, considerato anche il fatto che il freddo rende tutto più complicato.
C’è poi poco lavoro in quei luoghi, e tutti coloro che prima del conflitto avevano uno stipendio, oggi non lo hanno più.
In aggiunta le farmacie hanno quasi terminato le scorte di medicinali, e il cibo sta diminuendo, mentre il numero dei morti continua a salire.

