Dazi USA-Moldova: entra in vigore il 25% sui prodotti, tra le rassicurazioni di Chisinau un impatto limitato e la speranza di rinegoziazioni future, in un quadro di delicate relazioni internazionali.
A partire da oggi, 7 agosto, è entrata in vigore una nuova misura commerciale che vede gli Stati Uniti d’America imporre un dazio doganale del 25% sui prodotti importati dalla Repubblica di Moldova. Questa decisione, inizialmente proposta dall’amministrazione Trump, rientra in un pacchetto di provvedimenti tariffari più ampio che sta interessando diversi paesi.
Il “Quando” e il “Come”: Nuove Tasse da Oggi
L’applicazione di questa nuova tariffa, pari al 25%, era stata anticipata e inizialmente prevista per il 1° agosto, ma è stata posticipata all’odierna data del 7 agosto 2025. La notizia era stata comunicata al capo dello Stato moldavo, Maia Sandu, tramite una lettera pubblica firmata da Donald Trump. Il dazio finale è comunque inferiore al 31% inizialmente ipotizzato dall’amministrazione statunitense.
Il “Perché” e i Rapporti USA-Moldova
Questa mossa si inserisce in una più ampia strategia commerciale degli Stati Uniti, volta a rinegoziare gli accordi con i vari partner. Nel caso specifico della Moldova, sebbene non sia uno dei principali attori economici per gli USA, la decisione sottolinea la volontà dell’amministrazione di turno di applicare politiche tariffarie più rigorose a livello globale.
I rapporti tra Stati Uniti e Moldova sono stati tradizionalmente improntati sul sostegno americano per l’indipendenza e lo sviluppo democratico. Gli USA sono stati un partner importante nel sostenere le riforme democratiche e l’orientamento europeo di Chisinau. Tuttavia, queste misure economiche, seppur presentate come “limitate”, possono creare frizioni. La Moldova, da parte sua, sta cercando di bilanciare le sue relazioni tra l’Occidente (con il desiderio di integrazione europea) e la sfera di influenza russa. La decisione di Trump, quindi, pur essendo di natura economica, ha inevitabilmente un peso politico nel contesto di questi equilibri delicati.
L’Impatto Atteso e le Reazioni a Chisinau
Le autorità moldave si affrettano a minimizzare l’impatto di questi nuovi dazi. Secondo quanto dichiarato da Doina Nistor e riportato da Știri.md, il mercato americano rappresenta solo una piccola fetta, circa il 3%, delle esportazioni totali della Moldova. Si stima che solo una ventina di aziende moldave saranno direttamente interessate dalle nuove tasse.
Doina Nistor ha affermato che la tariffa del 25% è “addirittura inferiore a quella applicata ad altri Paesi” e che la Moldova ha una “bassa dipendenza dal mercato americano”. Le autorità intendono supportare le aziende colpite, aiutandole a reindirizzare le esportazioni verso altri mercati e a diversificare i loro partner commerciali. Al contempo, il dialogo con gli Stati Uniti proseguirà con l’obiettivo di “ottimizzare il regime tariffario”.
Anche il presidente della Camera di Commercio e dell’Industria della Repubblica di Moldova, Sergiu Harea, si mostra ottimista. Pur riconoscendo la sfida, egli spera che le esportazioni verso gli USA possano continuare, magari mantenendo almeno il 50% del volume precedente, e confida in future rinegoziazioni dei dazi da parte del governo moldavo.

