Il forte deprezzamento del rublo russo rispetto al dollaro statunitense e anche all’euro, determinerà il rientro dei migranti moldavi
La stima che è stata effettuata ritiene che torneranno dal 20-30% dei cittadini moldavi che lavorano nella Federazione Russa, questo secondo l’esperto di IDIS futuro, Corina Gaibu. IDIS è un istituto realizzato per iniziative di sviluppo e sociali (IDIS “Futuro) è un ente governativo Moldova. Istituto per iniziative di sviluppo e sociali, il successore della Fondazione Futuro, con l’obiettivo di costruire le istituzioni democratiche e lo sviluppo di uno spirito di responsabilità tra i politici, funzionari pubblici e cittadini del paese.

Tuttavia, l’esperto ritiene che l’economia moldava non soffrirà molto del fatto che molte società reindirizzerà il proprio mercato verso i mercati europei. “Ovviamente, il deprezzamento del rublo russo ha determinate serie conseguenze. Si tratta di una situazione simile come la caduta dell’URSS, ma abbiamo grande stima del mercato moldava, abbiamo chiuso il mercato russo e abbiamo reindirizzerato le esportazioni verso il mercato europeo, così il deprezzamento del rublo russo non avrà effetti così elevati sull’economia nazionale” ha dichiarato l’esperto di IDIS futuro, Corina Gaibu
Per quanto concerne le conseguenze della situazione dei migranti moldavi, l’esperto ritiene che molti continueranno a lavorare in Russia, e il 20-30% deciderà di tornare in Moldavia. “C’è un rischio serio per i migranti di perdere il proprio posto di lavoro e di tornare a casa. Questa è una sfida per il nuovo governo, una sfida che può essere gestita, può essere l’occasione di trovare nuovi posti di lavoro “, ha affermato l’esperto.
Oggi, il tasso di cambio della moneta europea ha raggiunto un record di 100 rubli sulla quotazione presso la borsa a Mosca, verso le 14.08 ora locale. Allo stesso tempo, il dollaro ha avuto modo di assestarsi sui 80 rubli. Altre fonti rilevano come il rublo sia diventato la moneta più debole del mondo, superando anche la hryvnia ucraina.

