Circa 10.000 persone sono scese nelle strade di Chisinau, capitale della Moldova, per protestare contro la scomparsa di 1 miliardo di dollari (€ 900.000.000, RM 3.59 miliardi di euro) da tre banche
Nel mese di aprile, la Banca centrale della Moldova ha scoperto che le tre banche in questione hanno concesso prestiti per un valore complessivo di 1 miliardo di dollari. I beneficiari dei prestiti non sono stati identificati, ma il denaro sembra essere sparito.

Secondo il rapporto di una commissione parlamentare, trapelato alla stampa, parte del denaro si pensa sia giunto in banche russe.
Sono tre, come detto, gli istituti finanziari moldavi coinvolti: Banca de Economii, Banca Sociala e Unibank. Queste detengono circa un terzo di tutte le attività della banca nel paese, tra cui i soldi per il pagamento delle pensioni.
Le operazioni a quanto pare sono state effettuate nel corso di diversi giorni, appena prima delle elezioni parlamentari alla fine dello scorso novembre.
Si cercano indizi fra i registri della banche sulle misteriose operazioni ma intanto sale l’imbarazzo per l’ex stato della Unione Sovietica, in lizza per aderire all’UE. Lo scandalo ha minacciato di destabilizzare l’intero sistema bancario nel paese di 3,5 milioni di persone.
Secondo la polizia locale e l’agenzia di stampa russa Interfax, sono stati circa 10.000 i moldavi che hanno protestato nel cuore della capitale domenica scorsa. I manifestanti hanno scandito slogan anti-corruzione, e hanno chiesto le dimissioni del procuratore generale, di alcuni giudici della Corte Suprema e di politici che credono siano stati coinvolti nello scandalo.
Procuratore generale della Moldova ha aperto un’indagine e due persone, le cui identità non sono state rese note, sono state arrestate mentre altre persone si sono viste congelare i propri fondi.

