Il moldavo che ha ucciso la sua ex fidanzata ucraina nel 2023 in Italia è stato condannato a 20 anni di carcere. Il verdetto è stato pronunciato dal Tribunale di Mantova
Il verdetto avrebbe scatenato rabbia e delusione tra la famiglia e gli amici della vittima, che ritengono la punizione troppo clemente.

I pubblici ministeri hanno inizialmente chiesto l’ergastolo, sostenendo la premeditazione. Tuttavia, il tribunale ha deciso di escludere questa circostanza aggravante, riducendo così la pena.
Il verdetto è stato pronunciato dopo tre ore di deliberazione. La pena iniziale prevedeva 30 anni di reclusione, ma, a causa del rito abbreviato, è stata automaticamente ridotta di un terzo, arrivando così a 20 anni. Dopo aver scontato la pena, il moldavo sarà espulso dall’Italia.
Il tribunale gli ha però ordinato di pagare alla famiglia della vittima un risarcimento provvisorio di 450.000 euro.
La notte del 20 gennaio 2023, il 35enne ha attirato l’ex fidanzata nel suo appartamento con il pretesto della malattia del cane. Dopo un primo tentativo di chiarimento, l’uomo l’ha colpita violentemente con pugni e calci per poi strangolarla.
Nel tentativo di nascondere il crimine, l’imputato ha manipolato le telecamere di sorveglianza sia nell’appartamento che all’esterno, ma non è riuscito a evitare le registrazioni di altri dispositivi di sicurezza.
Il corpo della 23enne, avvolto nella pellicola trasparente e nascosto in una valigia, è stato ritrovato solo dieci giorni dopo, in una zona isolata di Lonato, in provincia di Brescia, a pochi chilometri da Castiglione.
Gli investigatori hanno trovato il corpo della giovane donna durante le ricerche, osservando i cespugli tirati fuori e spostati in modo sospetto.

