Dopo la votazione del Senato la presidente parla di Golpe nelle sue prime dichiarazioni
Il Senato brasiliano ha votato per l’impeachment della presidente Dilma Rousseff. Con 55 voti a favore e 22 contrari, si chiude così, la discussione che da mesi stava agitando il Brasile: ora, la presidente sarà sospesa dal suo incarico per 180 giorni per darle modo di difendersi davanti alla Corte Suprema.
La Rousseff, il cui governo è accusato di aver commesso manovre fiscali irregolari per coprire buchi nel bilancio 2014 e 2015 (anche se sull’impeachment ha sicuramente pesato il caso Petrobas), ha espressamente dichiarato che quanto avvenuto al Senato è un vero e proprio golpe: “Senza riuscire a identificare il reato commesso, il Senato federale ha deciso di allontanare la presidente Dilma e proseguire l’impeachment” ha commentato a caldo con un post su Facebook.
“Posso aver commesso errori, ma mai crimini. Quello aperto contro di me è un processo fragile, giuridicamente inesistente” ha aggiunto. “E’ un vera brutalità, la più grande delle ingiustizie, punire un essere umano per un crimine che non ha commesso”, ha detto la presidente in un messaggio parlando di “farsa giuridica e politica”. Quindi l’appello ai brasiliani: “Mantenetevi mobilitati, uniti e in pace: la lotta per la democrazia non ha una scadenza, la lotta contro il golpe è lunga, è una battaglia che può essere vinta e la vinceremo”.
Al suo posto – dopo 1 anno e quattro mesi (tanto è durato il secondo mandato di Dilma – è stato nominato il settantacinquenne vicepresidente brasiliano Michel Temer, che ha assunto l’interim alla presidenza e nominato un nuovo governo in cui non figura neanche una donna.

