Il combattente Jeff Monson, noto per le sue posizioni filorusse e i tatuaggi simbolo, ha denunciato di essere stato bloccato in Moldova dopo aver rifiutato la richiesta delle autorità di mascherare la “z” sul collo e di non menzionare la Russia in conferenza stampa, una condizione che l’atleta ha definito offensiva per la sua identità.
Il celebre combattente di MMA, Jeff Monson, non è stato autorizzato a entrare in Moldova. L’atleta, noto per la sua doppia cittadinanza americana e russa, avrebbe dovuto affrontare domani sul ring l’atleta locale Ion Soltoianu, ma le sue intenzioni sono state stroncate dalle autorità moldave.
Secondo quanto riportato da Monson stesso, il rifiuto è scaturito dalla sua ferma opposizione a una serie di richieste che ha definito “offensive”.
Al lottatore sarebbe stato chiesto di nascondere i propri tatuaggi – in particolare quello raffigurante la “Z” sul collo – utilizzando del trucco. Inoltre, gli sarebbe stato imposto di non menzionare la Russia durante la conferenza stampa che precedeva l’incontro.
“Mi è stato offerto di usare il trucco per mascherare il tatuaggio con la ‘Z’ sul collo, e di non parlare della Russia durante la conferenza stampa, ma ho rifiutato queste richieste,” ha spiegato Monson. “Queste richieste mi hanno offeso. Non nasconderò mai da dove vengo e chi sostengo,” ha concluso l’atleta, ribadendo la sua lealtà.
L’episodio getta un’ombra sull’evento sportivo e mette in luce le forti tensioni politiche che si riflettono anche nel mondo dello sport, impedendo a Monson di salire sul ring e onorare il suo impegno in Moldova.


