Dal 1° settembre, tutti i migranti che lavorano nella capitale russa, inclusi i cittadini moldavi, dovranno installare un’app che traccia i loro movimenti
Mosca impone una nuova e severa misura di controllo sui migranti. A partire dal 1° settembre, tutti gli stranieri, compresi i moldavi, dovranno installare un’applicazione mobile chiamata “Amina” che invierà la loro geolocalizzazione alla polizia.

Questa nuova norma fa parte di un “regime sperimentale” della durata di quattro anni, approvato dalla Duma di Stato a maggio e firmato dal presidente russo Vladimir Putin a luglio. L’obbligo riguarda i lavoratori stranieri iscritti al Centro multifunzionale per le migrazioni di Mosca. Attraverso l’app, dovranno inviare regolarmente la posizione alle autorità.
Le conseguenze per chi non si conforma sono drastiche. Se i dati di geolocalizzazione non vengono ricevuti per alcuni giorni, il migrante verrà escluso dal registro e inserito in una lista di persone sotto sorveglianza. Questo comporta il divieto di accedere a servizi bancari, acquistare un’auto, sposarsi, o iscrivere i figli a scuola. Le violazioni di questi divieti possono portare all’espulsione dal territorio russo.
Nonostante l’obbligo sia imminente, l’applicazione “Amina” presenta numerosi problemi tecnici. Molti utenti lamentano che non funziona correttamente e non permette di verificare il numero di telefono, caricare foto o aggiornare la posizione. L’app, inoltre, scarica rapidamente la batteria dei telefoni, e una versione per iPhone non è ancora disponibile.
Gli utenti hanno sollevato numerose domande senza risposta, inclusi casi in cui l’indirizzo di registrazione non corrisponde al luogo di residenza effettivo, o situazioni in cui la geolocalizzazione è imprecisa. I funzionari si limitano a indirizzare i migranti verso una hotline o al Ministero degli Affari Interni.

